L’editore Castelvecchi ha di recente pubblicato il Manifesto del collettivo cristiano Anastasis, intitolato Urgenza Evangelica. Manifesto per un universalismo egualitario alternativo alla globalizzazione capitalista. .
Nella prefazione all’edizione italiana, Marcello Tarì scrive:
Questo Manifesto, tra le tante cose, ci suggerisce (…) che i movimenti popolari – i quali, quando sono genuini, sono anche dei movimenti spirituali – sono, in questo tempo, se non gli unici, sicuramente tra i pochi soggetti in grado di rispondere e di opporsi alla devastazione del creato e della vita umana che i potenti di questo mondo stanno compiendo, facendo mostra nella loro furia distruttiva di aspetti morbosamente “religiosi”. I discorsi dei turiferari della politica globale, che di fatto si va sempre più polarizzando, sono saturi di parole e immagini tratte dai diversi patrimoni religiosi, cristianesimo in primis, ma le utilizzano in un senso capovolto: pronunciate per esaltare la forza sopra il diritto e non la mitezza e la compassione, scagliate per dividere e non per unire, intrise di odio e non certo di amore per il prossimo. Ovvero sono parole, immagini e quindi azioni che si dispiegano in una maniera letteralmente diabolica. Come se il “nuovo legame” tra le genti – in realtà un anti-legame – debba necessariamente essere costituito dalla forza, dalla violenza, dalla menzogna, dal sangue innocente versato a suggello del sorgere dei nuovi poteri del mondo, i quali ricordano molto da vicino quei Principati e Potestà che l’apostolo Paolo denunciava come “i dominatori di questo mondo tenebroso” (Ef 6,12) e ai quali, in quanto cristiani, bisogna dare battaglia altrettanto necessariamente.
Fondato a Parigi nel 2022, il collettivo cristiano Anastasis scrive testi politici radicati nelle diverse tradizioni teologiche rivoluzionarie e si impegna a dare un volto nuovo alla sinistra cristiana. Il collettivo organizza inoltre un festival annuale di teologia politica che riunisce oltre cinquecento partecipanti.

